Calendario Stagione Concertistica
2021/2022

21 Settembre

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L'Arte della Musa:
La Mousikè Technè e l’Ispirazione


Per Spiegare le origini della Musica e della Storia della Musica Occidentale, definita poi Musica  "Classica", verranno introdotti i concetti greci e poi neoclassici di "Tetracordo" e della "Teoria delle Sfere" - l'antica concezione filosofica che considerava l'Universo "un enorme sistema di proporzioni numeriche in cui le relazioni matematiche esprimono non solo rapporti quantitativi, ma anche qualitativi, e si manifestano in numeri, forme e suoni". 
Per il musicologo L. Bianconi, il desiderio di voler sistematizzare questo approccio arriverà solo nel corso del XVII secolo, e porterà alla codificazione di una Teoria [Psicologica] degli Affetti, per la Filologia Antica determinati dalle combinazioni dei quattro umori vitali del corpo, ed in linea con la Teoria delle Sfere.
Il Tetracordo, la successione discendente di quattro suoni congiunti, arriva da questa epoca sino ad oggi grazie alla mano, mousikè technè,  di musicisti e compositori.
Quali emozioni arcaiche stanno dietro il nostro modo di percepire l'Arte dei Suoni?


Musiche di:
J. S. Bach, R. Schumann, R. Schubert, L. V. Beethoven.

Violoncello: Maria Giovanna Cardia
Pianoforte: Amedeo Cannas

15 Ottobre

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Identità, Viaggio e Colonie:
Storie della Musica

Per poter parlare di Storia della Musica dovremmo conoscere la Storia, quella dei popoli dell’Europa e dei grandi colonizzatori; bisogna scoprirne le lingue, i cibi, le tradizioni, le danze popolari, i modi di esprimere il corteggiamento, le corti, le marce militari, i rituali religiosi.
Dovremmo conoscere anche le vite dei compositori e musicisti, i loro viaggi, i loro vestiti, la carta da musica e i libri da cui leggevano e studiavano.
In questo concerto cercheremo di dare un assaggio di queste "storie della musica"  dall'aria... familiare.

Musiche di:
F. Handel, J. C. Graupner, J. S. Bach, P. Royer, D. Scarlatti

Falerno Ducande
Cembalo: Fernando De Luca

17 Novembre

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La Danza de la Realidad:
 Il Trionfo della Vita

La Musica è Danza non solo nella sua natura Ritmica, ma anche nella sua natura Melodica e Armonica, giacché  pensiamo a una cadenza perfetta, una dominante che risolve alla sua tonica, come a un Movimento di slancio che andrà a posarsi su un movimento di battere, come teorizza il Bas; così come la vita, che è Movimento e Cambiamento. La storia della musica è ricca di autori che ben compresero ciò e che legarono profondamente la loro composizione alla Retorica del Movimento, stilizzando in una scrittura strumentale coreografie e forme della Danza.
Ecco quindi un programma che mostra l'intimo legame fra le Arti della Musica e della Danza, in un alternarsi di temi di autori celebri del repertorio classico. Un concerto che, nel suo brano conclusivo, ci prepara al periodo invernale, a dedica, per noi, di un giovane prematuramente scomparso capace di sorprendere gli animi: la Danza Macabra di Saint-Saëns, nel suo centenario dalla morte, chiuderà infatti il concerto (che non mancherà di bis a sorpresa). Vogliamo qui citare un artista contemporaneo, V. Capossela, nella sua interpretazione, inserita in una breve analisi storica del genere, che riteniamo attuale e oltretutto simbolica del potere trasformativo dell'arte della Musa: "La paura, la paralisi provocata dalla paura è da sempre uno degli strumenti più utilizzati da chi esercita il potere. La gente impaurita più facilmente rinuncia a diritti, a partire dal diritto di pensare. E la paura più grande è stata la Morte, il solo tabù tuttora vigente nel mondo occidentale. Nel medioevo è stato un fiorire di danze macabre, scheletri che danzano ammonendo hodie mihincras tibi, oggi a me domani a te. Un memento mori che però porta con sé anche irrisione e liberazione nel Trionfo della Morte, la sola cosa uguale per tutti". Noi aggiungiamo, assieme all'altra faccia del Trionfo della Vita, che affronteremo simbolicamente nel concerto di dicembre.

Musiche di: 
M. Marais, L. Boccherini, G. Rossini, L. V. Beethoven, J. Brahms, P. I. Thaicovsky, M. De Falla, C. Saint-Saëns 

Pianoforte: Angela Oliviero 
Viola: Dimitri Mattu

22 Dicembre

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Meditazione e Spirito in Musica:
Interiorità tra Silenzio e Preghiera

Seguendo il filo rosso dell'Arte della Musa, e in preparazione al raccoglimento del periodo invernale tra la natività e il passaggio dall'anno vecchio al nuovo, ecco un momento di ritiro musicale dove far parlare la propria voce interiore in un ascolto contemplativo di una musica che tende al cielo.  

Brano centrale del concerto sarà la celebre composizione di F. Couperin "Le Leçons de Ténèbres du Mercredi Saint" - Letture delle tenebre per il mercoledì santo; le Leçons sono costituite da una serie di mottetti corali ispirati al testo biblico delle "Lamentationes Hieremiae Prophetae" - Lamentazioni del profeta Geremia che l’autore, affranto e desolato, innalzò di fronte alla distruzione di Gerusalemme da parte dei Babilonesi nel 586 a. C. :
«Ah, come sta solitaria la città un tempo ricca di popolo! È divenuta come una vedova, la grande fra le nazioni; un tempo signora tra le province è sot­toposta a tributo. Essa piange amaramente nella notte, le sue lacrime scendono sulle guance; nessuno le reca conforto, fra tutti i suoi amanti; tutti i suoi amici l’hanno tradita, le sono divenuti nemici…». Nell’antica tradizione cristiana l’Ufficio delle Tenebre prevedeva che durante il Mercoledì Santo venisse acceso un grande candelabro con quindici bracci. Negli ultimi tre giorni della Settimana Santa ognuna delle quindici candele veniva spenta al termine della recitazione di ogni testo sacro, in modo che si passasse progressivamente dalla luce alle tenebre: solo una candela riappariva dall’oscurità, a simboleggiare la vittoria di Cristo sulla morte e la speranza di vita eterna. 


Musiche:
F. Couperin: Leçons de Tenebres

Soprani: Alice Madeddu, Teresa Parigi
Viola da Gamba: Maria Giovanna Cardia
Cembalo: Amedeo Cannas
Con la partecipazione di Padre Davide Magni

28 Gennaio

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Compositori e Fantasia:
tra Mestiere e Arte

Un figura della società che mai manca è quella del musicista-compositore; in ogni epoca e comunità è sempre stata viva l'esigenza di " mettere in musica" i sentimenti delle persone, i rituali magico-spirituali, i momenti importanti da celebrare e tramandare alla storia, o semplicemente da accompagnare con voci e strumenti.
Mestiere che ancora oggi presenta molte ambiguità nel suo riconoscimento sociale, nonostante il nostro passato sia colmo di esempi mirabilmente singolari, per citare la definizione data al pianista Glenn Gould da K. Bazzana.
Chi non si è mai sorpreso a commuoversi per una melodia o dei suoni di voce o strumento.
Ma il mistero della musica continua a viaggiare nel tempo e a servire la Fantasia, ciò che più di ogni altro aspetto rende a questa figura il merito dell'attributo di Artista, colui che pratica la misteriosa Arte della Musa.
In programma il brano capolavoro della Fantasia di Schumann assieme agli Intermezzi di Brahms, esempi della coraggiosa Libertà dei compositori-musicisti del Romanticismo che guardavano al passato, celebri simboli della Musica Classica.

Musiche:
R. Schumann: Fantasia Op. 17
J. Brahms: Intermezzi Op. 117 n°1,2,3

Pianoforte: Gabriele Carta

25 Febbraio

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La Scrittura e l'importanza della Memoria:
dal Medioevo alle regole del Contrappunto.

Cosa accomuna un Salmo Gregoriano a una Toccata di Frescobaldi? Quale somiglianza possiamo trovare tra un mottetto sacro e un madrigale profano? O ancora quale sapere vive dentro l'Arte della Fuga di J. S. Bach?
Questi alcuni dei quesiti a cui verrà data un'interpretazione durante questa speciale lettura -concerto, in cui anche un pubblico di non esperti potrà assistere ad un singolare incontro di musica antica, con una musicista e docente altrettanto speciale - Silvia Rambaldi. Condividerà con noi la sua esperienza e la sua ricerca e ci mostrerà una prospettiva unica da cui guardare la storia della musica e della scrittura musicale.
Quale occasione migliore per capire l'importanza della Memoria per i musicisti e i popoli del nostro passato, per capire da cosa fu generata la Musica Classica che conosciamo, ma anche per capire l'importanza della Memoria nel nostro presente e recuperare un ramo del nostro albero genealogico.


Musiche di:
J. S. Bach, G. Frescobaldi, G. Bonizzi, D. Ortiz.

Cembalo e Voce Narrante: Silvia Rambaldi
Voce soprano: Teresa Parigi
Violoncello e Viola da Gamba: Maria Giovanna Cardia

21 Marzo

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Armonia, Variazione e Improvvisazione:
la costruzione del suono.

Nel suo utimo decennio di vita le sue composizioni sono "marcate da un'approfondimento della musica come scienza, in una ricerca orientata all'astrazione formale che approda al canone come veicolo d'elezione di un messaggio musicale puro, elegante senza mai divenire arido", come scrive di lui G. Schiassi, al fine di tramadare una "perfetta enciclopedia dell'arte dei suoni, forse nella segreta speranza di poter dar vita ad una grande foresta, che avrebbe potuto offrire immenso e durevole materiale alle future costruzioni", propone il Basso.
Protagonista di queste e molte altre riflessioni J. S. Bach, compositore di cui in questa data si ricorre all’anniversario della nascita e di cui verranno eseguite le Variazioni Goldberg.  Di queste ultime è scritto "Clavier Ubung, che consiste in un'aria con differenti variazioni per un clavicembalo a due manuali. Composta per gli amatori, al fine di ricrearne lo spirito, da Johann Sebastian Bach, compositore del Re di Polonia e Principe Elettore di Sassonia, Capellmeister e direttore Chori musici a Lipsia." Così riporta il titolo originale e completo presente nell'edizione di Norimberga presso l'editore B. Schmid, a differenza del titolo nella copia appartenuta a Bach, ben più popolare, Variazioni Golberg. In quest'opera magistrale dall'anima danzante, il tetracordo, principio primo della composizione, rappresenta l'unione di spirito e terra, contrariamente a una visione interpretativa per molto tempo diffusa di semplice opera didattica. Entrambi i titoli ci pongono con grande chiarezza rispettivamente due quesiti, "Quale fine ha l'opera"? e "Chi era Golberg"?

Musiche di:
J. S. Bach - Variazioni Goldberg Bwv 988

Pianoforte e tastiere storiche : Amedeo Cannas

22 Aprile

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Pezzo elegiaco "À la Mémoire d'un grande Artiste":
Un Tombeau Romantico di elevata umanità


"Le proprietà curative della musica erano ben note ai popoli antichi i quali ne fecero largo uso. Fra i popoli primitivi, canti ed instrumenti quali il tamburo ed i sonagli venivano usati non soltanto per accrescere l'effetto delle erbe e delle droghe, ma anche usati come mezzi di cura indipendenti. Tali pratiche perdurano ancora oggi [...]. Fra i Greci, la musica occupava un posto particolare come mezzo di cura. Omero narra che il sangue che sgorgava dalla ferita di Ulisse fu stagnato per mezzo del melodico canto di Antolico. Pitagora, narra Porfirio, basò l'educazione musicale anzitutto su certe melodie e ritmi che esercitavano un influsso sanatore e purificatore sulle azioni e le passioni umane o restituiva l'armonia primitiva delle facoltà dell'anima. Egli applicava gli stessi metodi di cura tanto alle malattie del corpo quanto a quelle della mente". Così scrive R. Assaggioli nella sua Introduzione alla psicosintesi in cui tratta la validità della musicoterapia; avvalendo la tesi del Romantico Novalis che scrisse: "Ogni malattia è un problema musicale. Ogni guarigione una soluzione musicale". O. Sacks, nel suo testo Musicofilia del quale è stato detto "affiorano temi che sembrano provenire dalle meditazioni di un pitagorico o di un monaco gregoriano, ma espresse e lette nella lingua delle neuroscienze", scrive: "La Musica, unica fra le arti, è al tempo stesso completamente astratta e profondamente emozionale. Non ha il potere di rappresentare nulla di particolare né alcun oggetto esterno, ma ha la capacità esclusiva di esprimere sentimenti o stati interiori. La Musica può penetrarti il cuore direttamente: non ha bisogno di mediazione. Non occorre sapere nulla di Didone ed Enea per essere toccati dal lamento della regina: chiunque abbia perso qualcuno sa bene cosa stia esprimendo. Qui, infine, c'è un paradosso profondo e misterioso: perché proprio mentre questa musica ci fa vivere in modo più intenso l'esperienza del dolore e del lutto, al tempo stesso dona sollievo e consolazione". L'espressione è essa stessa guarigione. In questo brano d'ispirazione poetica, che cerca nell'aulico consolazione al pari di un tombeaux dedicatario di M. Marais o di Saint Colombe,
seguiamo il filo rosso della Musa e godiamoci il lutto struggente ed estatico alla memoria di un eroe nell'unico Trio del compositore europeo, terminante in un commovente saluto. In apertura il primo Trio di F. Mendelssohn.

Musiche : Trio Op. 50 di P. I. Tchaikovsky, Trio Op. 49 di F. Mendelssohn

Pianoforte: Alessandro Deljavan 
Violino:  Daniela Cammarano
Violoncello: Amedeo  Cicchese

10 Maggio

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Incontro tra Arte e Scienza:
Principi fisici nel fraseggio

Cosa è la musica? 
In cosa consiste il processo di interpretazione musicale? 
Che differenza c’è tra ‘esecuzione’ e ‘interpretazione’? 
Sarà stimolante andare alla ricerca delle possibili risposte individuando i principi fondanti del linguaggio musicale mettendo a fuoco tutti gli aspetti che rientrano nella parte razionale e ‘intellegibile’ del far musica: 
nella convinzione che una maggiore consapevolezza dei principi fisici, semantici e linguistici che regolano la musica potrà essere di grande giovamento anche per liberare la parte più misteriosa e profonda dell’individualità di interpreti.


Lezione Concerto
Pianoforte: Roberto Prosseda

20 Maggio

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Serata Viennese:
Fare comunità, la musica da camera...da salotto.

Vienna, la città dei Musicisti - così come scrisse Mozart in una sua lettera al padre - fu poi patria di importanti e celebri politici, scienziati, intellettuali e artisti in genere: Francesco Giuseppe, Matternich, Freud, Popper, Klimt, Schiele, Beethoven, Mozart, Brahms, Straus. A Vienna la storia della musica si intreccia con la storia del modo di vivere la musica, con la filosofia dei grandi pensatori e scrittori che hanno portato la civiltà tra le sue più alte vette. In questo programma ricreeremo una tipica Serata Viennese di musica, cercando al contempo di rievocare l’atmosfera di entusiasmo di quest’epoca che vedeva, soprattutto tra i giovani, il desiderio crescente di fare e sentirsi comunità. “Nei primi vent’anni del diciannovesimo secolo” - ci racconta H. Schönberg - la musica era uscita dalle corti e dai saloni ed era arrivata alla piazza del mercato. Di colpo diventò un fenomeno borghese. Si impazziva per il valzer, che andò di moda durante il Congresso di Vienna, e questo influì sulla musica seria. […] Furono numerosi i borghesi colti che cominciarono a partecipare alla vita musicale, frequentando i compositori e facendo della musica una componente essenziale della loro esistenza. Fu a questo gruppo di borghesi intellettuali, amanti della musica e dell’arte che F. Schubert fu legato per tutta la vita”.
Il celebre compositore infatti visse gran parte della sua vita sostenuto dall’appoggio di un gruppo di fedeli amici con i quali condivideva la sua sensibilità umana ed artistica, e con cui si incontrava stabilmente in quelle serate che furono poi definite Schubertiadi. Ecco una descrizione di una di esse tratta da una pagina del diario di un amico e datata 15 dicembre 1826, che ci riporta Schönberg: “ Sono andato dagli Spaun, dove si teneva una grande Schubertiad. […] C’era una folla enorme. Gli Arneth, i Witteczek, i Kurzrock e i Pompe; la suocera di Witteczek, apprendista alla Cancelleria di corte e di stato; la vedova del dottor Eatteroth, Betty Wanderer, e il pittore Kupelweiser con la moglie, Griliparzer, Schober, Schwind, Mayrhofer e il suo padrone di casa, Huber, il grosso Huber, Derffel, Baucrnfeld, Gahy (che ha suonato splendidamente a quattro mani con Schubert) e Vogl, che ha cantato quasi trenta splendide canzoni. C’erano il barone Schlecta e altri tirocinanti e segretari di corte…”.

Musiche di : F. Schubert

Pianoforte: Giulio Biddau

21 Giugno

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La Musica Classica verso il 900:
Il Concertismo e L'eredità Pianistica europea.


Dopo aver raccolto e seguito il filo rosso nei vari secoli e repertori, se non ci si è ancora persi nel labirinto di bellezza dei canti delle Leçons o dell'arte della Fuga di Bach, potremmo incontrare alcuni degli artisti che allora e a tutt'oggi hanno rappresentato il passaggio dal Romanticismo dell'800 al Pianismo del '900, contribuendo a creare quella che per molti è ancora l'immagine simbolo del musicista classico - il pianista solo e virtuoso che si esibisce vestito elegantemente di nero nei grandi teatri delle città più importanti.
Le vicende storiche a cavallo tra questi due secoli e il grande mutamento compositivo ed esecutivo avvenuto hanno portato a quella che per molti è stata la decadenza della Musica Classica e dei grandi Compositori, a beneficio di una competizione e standardizzazione della Musica in generale, favorendo al contempo una sorta di "ribellione" con il filone della musica detta sperimentale.
Tuttavia, l'Eco di questa storica sensibilità e sapienza resta visibile in un'attenzione sempre maggiore alla didattica musicale, al recupero della conoscenza del passato e nel lascito, tra i tanti, delle orchestrazioni delle più celebri colonne sonore del cinema del '900. E ancora nelle figure di esecutori tra i più amati, tra cui V. Horowitz.
In questo programma il M° Pascquale Iannone ci riporterà indietro a cavaliere tra ‘800 e ‘900, potremmo dire, nell'ascolto di quelle che potrebbero essere definite le opere tra le più meravigliose di Lizst e Rachmaninoff.
E' possibile recuperare la passione dei Musicisti del passato e trovare la loro Libertà e la loro Ispirazione nel nostro presente così...da guardare alla musica come una presenza mistica, al di là di una bravura tecnica, che in fondo è sempre vicina al cuore e ai sentimenti dell'uomo?
Lasciamoci andare all'ascolto del concerto con l'augurio di trovare ognuno le sue risposte e la speranza di riuscire a restituire all'Arte il suo filo rosso.


Musiche di:
S. Rachmaninoff ; F. Lizst 

Pianoforte: Pasquale Iannone